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    December 18

    30 Km/h e panini di semola

    Non so spiegare per quale motivo, ma l'idea dell'intreccio di storie, di personaggi mi ha sempre affascinato. Nei film come nella realtà, probabilmente è anche per questo motivo che Crash (di cui avevo straparlato un po' di interventi fa) mi era piaciuto tanto, in ogni caso ho sempre trovato interessante il fatto che semplici comparse della tua vita (il tizio che ti chiede indicazioni, la cara e amabile nonnina che fa i 30km/h in piena autostrada e che sorpassi tra una trasmutazione e l'altra di quello che dovrebbe stare lassù, la ragazza che incroci per strada mentre torni a casa in bicicletta, la mamma che è davanti a te nella fila per prendere il pane e non capisce che al panettiere non frega una nerchia se al suo bambino il pane di semola rimane sullo stomaco) abbiano, ovviamente direte, una vita propria che si estende molto al di là di quella frazione di secondo in cui quasi impercettibilmente sono entrati nella tua vita. Sembra un'ovvietà, probabilmente lo è, ma nella tua vita loro rivestono una parte insignificante, nella tua vita il loro ruolo è solo e soltanto quello, quello di annoiare il panettiere, quello di farti tirare madonne che neanche Germano Mosconi, quello di spiegargli che il Cittanova ce l'ha sotto il naso, e basta. Dopodichè loro alla tua vista "muoiono".
    La vita come un film, in cui la telecamera è fissa su di te e riprende solo chi ti circonda in quel preciso istante, chi in quel momento per qualsiasi motivo sta interagendo con te.
    Sarebbe bello poter essere padroni di questa telecamera, poter per un attimo seguire le altre persone per rendersi conto che hanno altre funzioni, in questo mondo, che non sia quella di dire "Mi dia due di quelli, sa, se prendo il pane di semola poi il mio bambino non lo digerisce".
    Nel tuo film sono semplici comparse raccolte per strada con un paio di battute al massimo (quelli che nei titoli di coda sono messi in fondo, a sinistra, sfocati e tra i "special thanks" ), ma per fare un esempio, nel film di quel dannatissimo bambino con problemi di digestione hanno un ruolo decisamente più importante. Per non parlare del loro, di film, in cui tu sei semplicemente quello che aspetta pazientemente in coda (ma non sa quante gliene stai dicendo) o il ragazzaccio spericolato che ha osato superare in autostrada. I ruoli si invertono e ora sei tu quello senza una personalità, ridotto ad un paio di battute o alla semplice presenza.
    Non so perchè sto parlando di questo, però sono cose a cui uno generalmente non pensa mai, siamo portati a pensare che queste persone siano "asettiche" per il semplice fatto che incrociamo solo per pochi istanti. Per chi fa parte in pianta stabile della nostra vita, che siano amici, parenti o fidanzate è diverso, li conosci bene, conosci il loro carattere, la loro personalità, li vedi spesso e sai grossomodo cosa fanno nella vita anche quando tu non ci sei, quindi riesci ad attribuire loro anche azioni che non si svolgono sotto i tuoi occhi.
    Per questi sconosciuti no, e sono convinto che dovremmo pensarci un po' più spesso, perchè se ogni volta che incrociamo qualcuno alla posta pensiamo a tutto quello che la sua vita potrebbe benissimo raccontare ma che non racconta per il semplice fatto che nella tua, ma non in molte altre, tra cui la sua, non ha importanza, se ci pensiamo, dicevo, il nostro innato egocentrismo (chi più chi meno, lo siamo tutti), la nostra intima convinzione che il mondo giri intorno a noi stessi svanirebbe, almeno per un momento.
     
     
     
    December 01

    Altro (specificare)

    Stavo pensando che è molto che non scrivo qualcosa.
    Stavo altresì pensando che è molto che però non mi viene nulla da scrivere.
    Voglio dire, se uno non c'ha una beneamata fava da scrivere perchè mettersi a riempire spazio inutilmente?
    Meglio il niente delle banalità. Meglio il silenzio del rumore, quando non è suono.
    Però mi annoio, per cui per una volta vi sorbirete un po' di fracasso.

    Potrei parlarvi della mania recente di Dylan Dog. O meglio, sempre piaciuto, da anni, ma mai approfondita realmente la lettura di questo fumetto, che talvolta raggiunge livelli di capolavoro. Talvolta eh, a volte le storie sono banali e prevedibili, ma alcuni numeri sono semplicemente favolosi. E quel che più mi fa impazzire è l'ironia che pervade il fumetto dalla prima pagina all'ultima. Sarà che ritengo l'ironia una delle cose più belle di questo mondo, ( e in questo sembra che siano d'accordo anche gli autori, in un numero dicono che l'unico motivo per cui Dylan non è impazzito, dopo tutto quel che ha passato, è l'ironia), ma non posso fare a meno di ridere ogni volta che Dylan, Groucho o Bloch sparano una delle loro boiate.
    Per tacere delle storie, spesso affascinanti. L'ho già detto, a volte sono banali e buttate lì, intrise di luoghi comuni e stereotipi, ma a volte riescono a farti riflettere, anche mentre trucidano uno zombie o sparano ad un bambino.
    Anche se verrebbe da chiedersi perchè tutte quelle che Dylan si porta a letto (in media una a numero, ma si è visto anche di peggio) portano almeno una quarta abbondante.

    Potrei anche parlarvi del fatto che ogni giorno che passa mi rendo sempre più conto come non ci sia nulla di più brutto che essere ignorati dalle persone a cui tieni e a cui vorresti voler bene. E per ignorare non intendo disprezzo, o odio. No, niente di tutto questo. Sono convinto che sarebbe molto meglio. Semplice indifferenza, mascherata da buone intenzioni. Viene sempre da chiedersi se si ha sbagliato qualcosa. La risposta è certamente sì, ma sarebbe bello capire quanto sia realmente colpa tua.

    Potrei parlarvi di un 18 in fisica clamorosamente tirato, arricchito da numerosi punti di laboratorio e probabilmente anche da altrettanto copiosi calci nel culo. Inutile dirvi oltretutto che di tutto questo me ne frega meno di quanto potrebbe fregarmi delle feste di nozze di Tom Cruise, mi basta la mia sufficienza e non sentir più parlare di attriti ed energia cinetica.
    Certo, sempre nel caso passi la seconda parte, ma questa è la versione della favola che meno amo raccontare.

    Potrei parlarvi di altro, anche se al momento non mi viene in mente nulla, se non che in questo mezzo mese dovrò vendere un rene in regali (ma tutte persone che meritano ogni singolo millimetro cubo del mio amatissimo ormai ex-rene).

    E poi? Direi basta, penso di avervi annoiato abbastanza.

    Buonanotte.

    October 29

    Incontro ravvicinato con un neurone

    Era nato come dialogo interiore, è diventato ovviamente una grandissima cazzata.
    Non ha nessun senso, solo puro personale divertimento, ergo, prendetelo come tale.


    Intervista esclusivissima con un anonimo neurone, a casa sua.

    Intervistatore: Buongiorno
    Jimmy: Buongiorno anche a lei, è un piacere conoscerla, sa, vedere facce nuove ogni tanto fa sempre bene.
    I: Prima di tutto. Ammetto la mia sorpresa nel constatare che lei esiste veramente, non è una delle tante figure mitologiche come il mostro di Lochness, l'Idra, Babbo Natale o Maria Giovanna Elmi. E' qui davanti a me, se lo raccontassi in giro probabilmente in pochi mi crederebbero.
    J: Come può vedere. Ammetto che essere paragonato a Maria Giovanna Elmi era un indiscusso onore, molto spesso ho pensato che tentare il suicidio solo per poter vedere il mio nome vicino al suo sarebbe stata una mossa epica.
    I: E cosa l'ha trattenuta? Voglio dire, è qua solo, non deve essere un lavoro facile.
    J: Invece sbaglia. La paga è buona, orari flessibili, e l'unico a cui devo rispondere del mio operato sono io. Le basti sapere che sono in maternità da 3 anni.
    I: Ma lei è un uomo!
    J: Come lo sa? Sono un neurone.
    I: Beh, si chiama Jimmy...
    J: Ah sì? Lo scopro da lei in questo momento.
    I: Scusi, ma è uscito Jimmy, quando mi ha salutato. E la J non la molla un attimo.
    J: Ha ragione...Anche se avrei preferito Jack. Jimmy è troppo confidenziale e non è abbastanza importante. Le dispiace?
    I: Si figuri. Ricominciamo?
    J: Vada
    Interv. : Buongiorno!
    Jack: Buongiorno anche a lei!
    Sì, molto meglio.
    I: Sembra un neurone diverso, ora.
    J: La ringrazio. Dicevamo?
    I: Parlavamo della sua maternità, nonostante sia un uomo. E con un bellissimo nome, aggiungo.
    J: Ah, giusto. Beh, sono il capo di me stesso. E sono un capo molto flessibile, quando c'è da gestire le mie ferie.
    Ergo, se sono in maternità da tre anni, evidentemente ho buone ragioni per farlo. Non indago mai nella vita privata dei miei dipendenti.
    I: Ma l'unico dipendente che ha è lei stesso.
    J: Le sembra questo un buon motivo per contravvenire al mio codice morale?
    I: Ma...
    J: La vedo confusa
    I: Non lo nego.
    Ma senta, in cosa consiste esattamente il lavoro di un neurone come lei? Sono sicuro che tantissime persone se lo stanno chiedendo.
    J: Beh, che le posso dire.
    E' un lavoro abbastanza particolare, posso fare tutto come nulla. Creare, distruggere, qualsiasi cosa è opera mia.
    I: Non la seguo.
    J: Si guardi intorno, cosa vede?
    I: Uhm...nulla.
    J: Nulla non è sufficiente, guardi meglio.
    I: Mah...
    Il nulla cosmico, non vedo materia nè pensieri. Niente di niente.
    J: Esattamente. Del resto sono in ferie da tre anni. Le faccio qualche domanda.
    Siamo seduti o in piedi? Dove siamo? Com'è che sta prendendo appunti sulla mia intervista?
    I: In effetti non glielo saprei dire, ora che mi ci fa pensare...
    J: Glielo dico io. Siamo seduti all'ombra di una palma alle Maldive, stiamo sorseggiando un Daiquiri servito da due bellissime modelle in topless e lei ha il suo servetto personale che non perde una sillaba di quel che sto dicendo.
    Blblblblblbbl.
    Vede? Scrive tutto. Anche i punti. Punti. E virgole. Virgole. Servo gay.
    Divertentissimo!
    I: Ehi, è vero!! E che sole... E quanti culi!!
    E' un mito, se lo lasci dire.
    J: Aspetti a ringraziarmi. Non le ho ancora detto com'è vestito...
    I: Maledizione, ha ragione... Ehi, mi tolga subito questo reggiseno e questi tacchi!
    J: Okok, come vuole, anche se non stava poi tanto male...
    Torniamo ad un luogo più consono per la nostra intervista.
    I: Un cesso di una discoteca??
    Ehi, e questa chi è??
    J: Ehm, mi perdoni, stavo pensando alla mia giovinezza.
    I: Sì, ma me lo conceda, era veramente disperato per intrattenersi con una donzella di questo tipo!
    J: Colpa di 32 birre di troppo.
    I: Trentadue?? Aveva bevuto trentadue birre??
    J: No. Cinquantadue. Ma fino alla ventesima era normale amministrazione.
    I: E h m  ,  s c u s i  s e  l a  i n t e r r o m p o . . . l a  p u ò  f e r m a r e  l e i  q u e s t a ? S a  ,  h o  m o g l i e  e  b a m b i n i...
    J: Sì, subito. Colpa sua che mi fa parlare. Ma non sa che si perde, ai tempi era conosciuta come Giurisprudenza
    I: E per quale motivo?
    J: Semplice, entravano tutti.
    I: Ehm...molto interessante, le dispiace se glisso sull'argomento?
    J: Ma si figuri, io è dall'inizio dell'intervista che glisso sulla sua pettinatura.

    ...

    Non è finito non perchè voglia creare la suspence, semplicemente perchè al momento non ho voglia di finirlo.
    Ma sviluppi ce ne saranno, credo...
    October 10

    Armageddon

    Tralasciando che in questo momento dovrei essere a fare economia ma il dio Spalding ha deciso che tutto questo non è possibile.
    Ebbene, ho voglia di fare l'università, dopo un anno ad odiarla profondamente, ora ho voglia di studiare Economia e tutte le altre materie del semestre. Durerò una settimana, ma è già tanto. E' evidente, sono cambiato. Cazzo.

    Intervento finito. O quasi.

    Cacchio, non trovo la foto del pinguino che fa l'autostop....

    October 04

    Crash

    Qualche giorno fa, una settimana circa, ho visto un film che mi è rimasto molto impresso: Crash.
    Un intreccio di alcune storie di personaggi che vivono a Los Angeles. Vivono la loro vita, intrecciano, o meglio ancora "scontrano" (crash), il proprio percorso con individui di ogni tipo, per alcuni secondi o per alcune ore, in modo impercettibile o indelebile. Il filone di base della narrazione è il razzismo e l'indifferenza, il pregiudizio e l'odio, infatti i gruppi di protagonisti allacciano tutte le etnie e le scale sociali possibili, dalla coppia di ragazzi afroamericani che vivono di rapine, alla coppia benestante di bianchi, lui procuratore distrettuale e lei casalinga, due poliziotti di media fascia, un operaio mulatto e sua figlia, una famiglia di persiani alle prese con il loro negozio di 24h, una coppia di cinesi, due investigatori, coppia occasionale, uno di colore e l'altra portoricana, e così via.
    Il razzismo in realtà è il centro della narrazione e la causa scatenante di tutte le reazioni e dei comportamenti di ogni protagonista, ma quello che ti lascia il ricordo di questo film è l'intrecciarsi di ogni vicenda, la psicologia di ogni singola persona ed i suoi comportamenti. Non capirai mai chi è il bastardo ed il razzista o il perbenista ed il buon samaritano. Il "buono" ed il "cattivo" per estremizzare il concetto. Perchè questa è la vita. Non esiste il bene o il male, esiste solo la coscienza di una persona e gli avvenimenti che la temprano, la mettono in discussione, la portano alla crisi ed alla disperazione oppure alla pace interiore. Non esiste un happy ending, esiste solo lo scorrere del tempo che forma il tuo background. E che tu sia partito con le migliori intenzioni non ha importanza, dopo sarai una persona diversa, cambiata. Arricchita sicuramente, ma la possibilità che tutto questo sfoci in disperazione o morte od altro esiste, perchè tu non sei diverso da nessun essere umano.
    Crash è tutto questo. E' commovente, in alcune scene mette addirittura i brividi (pensate a questa frase dopo aver visto il film. Vi dico "bambina", qualcosa in mente vi viene), è agghiacciante nella sua schiettezza. E' perfino ironico, sicuramente cinico, disincantato, a tratti divertente (
    "Mamma adesso non ho tempo, sto facendo sesso con una donna bianca").
    Gli attori sono tantissimi, e tutti molto bravi. Molti anche più che famosi. Don Cheadle forse come nome molti non lo conoscono, ma ha fatto moltissimi film, anche se raramente da protagonista. Personalmente lo ritengo un bravissimo attore. Poi Sandra Bullock, Matt Dillon (mi sembra abbia vinto l'Oscar come "Miglior attore non protagonista", con questo film), Brendan Fraser (quello della Mummia, per intenderci), perfino Ludacris e Ryan Philippe, quel biondino faccia da culo di Cruel Intension, che qua invece è stato molto bravo.
    Non mi fermo ai dati tecnici, in questo campo sono un cane e non lo nascondo, gli esperti o presunti tali lo ritengono un film girato da Dio, e mi fido, ha vinto la palma di miglior film dell'anno, ma guardando questo film non ho fatto molta attenzione a particolari che neanche saprei considerare, mi ha emozionato, mi ha fatto riflettere, e quando un film oltre a questo ti spinge anche a riguardarlo la seconda volta il giorno successivo, beh, ha centrato in pieno il suo obiettivo. Forse l'ha addirittura superato.

    Prendo ora un pezzo di dialogo che apre questo film. Pezzo di Don Cheadle.

    "In ogni metropoli del mondo anche solo camminando per strada s'incontrano persone, si creano dei contatti, ma a Los Angeles, i suoi abitanti sono talmente barricati dietro la loro città di vetro e metallo, da non incontrarsi quasi mai, ed è tanto il loro desiderio di imbattersi in qualcuno, di avere un contatto fisico, da volersi scontrare con qualcun altro solo per sentire qualcosa."

    Non è vero che vale solo per Los Angeles. Almeno non a livello di singoli individui. Vale per tutti. Almeno, vale per me. A volte mi sento oppresso da questo muro di perbenismo, di accondiscendenza, di belle parole, ma di zero contatto. Voglio sentirmi mandare affanculo e farmi spingere contro il muro, voglio tirare un pugno a qualcuno, "solo per sentire qualcosa". Voglio abbracciare qualcuno a cui voglio bene, se mi va, voglio litigare, urlare , gridare, stringere mani e dare pacche sulle spalle. Ma non ci riesco.

    Ne avrei molte altre da dire, ma mi fermo qua, per il momento. Oltre naturalmente a consigliarvi senza alcuna remora il film di cui sopra. Magari a voi non farà lo stesso effetto, ma sicuramente avrete comunque visto un ottimo film.
    Solo vi consiglio di dare un'occhiata già che ci siete al blog di un mio amico, lo vedete in basso a destra. Vezz. Come me oggi si è svegliato un po' peggio del solito, ma ha scritto cose interessanti su cui vale la pena riflettere.

    Ora andate tutti affanculo. Se volete fare un po' a pugni sapete dove trovarmi. Con affetto.
    September 27

    Firefox 1 Sine 0

    Ha vinto la battaglia, ma non la guerra.
    Volevo mettere le vagonate di foto a mia disposizione, ma sono crollato una volta arrivato a quelle di Pag. Troppe e troppo pesanti, firefox ha tenuto un'eroica resistenza e alla fine ha vinto. Niente foto di Pag, almeno per il momento.

    Intanto accontentatevi di queste.
    Preciso che non c'è una foto scattata da me. Tutte fregate gentilmente da blog (ringrazio in ordine sparso Parpa, la Fede e le due Marti) e siti altrui. Il giorno che avrò una fotocamera personale sarà un piccolo passo per una macchina digitale ma un grande passo per il mio portafogli, per cui a breve nulla da fare.

    Milano e Crema si riferiscono ai due meeting con playit, quindi gente poco raccomandabile. Basta guardare le foto, del resto.
    Ma anche no, non vi perdete certo belle facce.

    Le altre di vita vissuta a Cremona, compreso un ferragosto deciso la sera prima intorno all'una di notte e, diciamolo, con poco senso. Meglio così, difficilmente le azioni sensate sono più divertenti.

    Certo, quelle più interessanti erano quelle di Pag, ma tanto ormai ce le hanno tutti, se anche per ancora un pochino ne fate a meno...
    September 21

    Sinonimo!

    Evidentemente produco solo di sera.

    Guardavo le date dei miei interventi, mi chiedo se per scrivere qualcosa deve essere necessariamente buio, tardi e in prossimità di alcuni esami.

    No, in fondo basta che sia pirla.

    Presente! Ed è la prima volta che non arrivo in ritardo!

    Caaaaacchio, l'ultimo intervento 9 risposte... (ok, alcune doppie, alcune mie, alcune di ragazze che si sa, amano queste cose intrippate e sentimentali, alcune erano insulti e altre ancora erano di gente che pensa che il condizionale sia il maschile di una brutta cosa, per cui ancora più brutto (con affetto, jasone :) (vi siete accorti che ho aperto una parentesi in una parentesi? Fiiiico, adesso siamo a tre, prima chiudo questa, no aspetta.....ora!) adesso chiudo la seconda, ah, la faccina non conta come parentesi, troppo facile, e......ORA!) adesso manca l'ultima, dulcis in fondo la madre di tutte le parentesi......SLAM!!).

    Dicevo...9 risposte...forse dovrei fare l'impegnato ad ogni intervento....anche se poi sarebbe noioso e nemmeno io ci riuscirei, dopo l'intervento scorso ho dormito per tre giorni di fila...

    A breve aggiornerò i link dei blog visto che è esplosa la mania tra i miei aficionados. Ma in fondo voi state ancora aspettando le foto ed il milione di posti di lavoro per cui non me la sento di promettervi altre cose che non manterrei in breve tempo. Ma del resto, chi cazzo se ne frega, è tutto curriculum che fiocca per quando mi verrà in mente di candidarmi alla casa bianca.

    Ehi, un cespuglio che trema!

    Non sono in forma, lo so, fino a 30 minuti fa avevo gli occhi lucidi (uso Vetril, è una bomba), mi andava di scrivere.
    Ah, mi fa incazzare da esplodere l'accondiscendenza, è pure difficile da scrivere. Mica come sinonimo. E' LA parola da scrivere, è fantastica. E' un trip. Veloce.....Sinonimo.
    Meglio dell'acido, fidatevi di uno che non l'ha mai provato.

    Vi saluto, vado a dare un'occhiata al mio allenamento e ai miei crolli di forma.

    Sinonimo

    ....mmmhhh ciambella....
    September 17

    Ogni titolo deve essere intelligente?

    Qualcuno mi può spiegare come può una persona essere "strana"?
    Esiste al contrario una persona che può essere considerata normale rispetto ad un'altra?
    Come è possibile? Esiste la "normalità" o la "stranezza"? E se sì, chi lo decide?

    Palle. E' talmente evidente che non esiste una persona, un comportamento, un uomo perfettamente uguale ad un altro che è altrettanto evidente che non può esistere una persona al mondo "comune" piuttosto che "strana". Semmai esistono alcuni comportamenti, alcune frasi, alcune persone, che non hanno bisogno di molta concentrazione, o trasporto, per essere integrate dal nostro cervello o il nostro cuore. Arrivano, si presentano e restano lì come invece possono andarsene, ma tutto questo senza che tu possa impiegare gran parte della tua testa nel frattempo. Quasi non te ne accorgi. Ci sono invece quelle che quando le conosci, le vedi, ti rendi subito conto che non è la stessa cosa, e che soprattutto appena approfondisci la conoscenza, non lo sarà più.
    E' più faticoso starci dietro, non perchè si parla di dinamismo o staticismo, ma perchè si parla di emozioni, di reazioni, più stressanti, sicuramente, più impegnative, ma al contempo più divertenti, più interessanti, sono quelle che ti permettono di rendere la vita interessante, colorata, dinamica, viva.
    Non c'è nulla di oggettivo, non esiste nessuno piatto o interessante a priori, tutto va a seconda della propria testa, dei propri sentimenti.
    Solitamente si usa definire i primi come quelli "comuni", perchè comuni e piatte sono le reazioni che suscitano, mentre "particolari" i secondi, spesso senza renderci conto che sono ovviamente quelli che suscitano più interesse, più ammirazione, più dialogo, più discussione, più urla, più risate, più lacrime, più odio.
    Sono gli amici, sono la morosa o il moroso, sono la persona di cui sei innamorato, sono (non necessariamente) i genitori o il fratello e la sorella, sono qualsiasi altra persona che ogni volta che la vedi sai che dopo averci parlato, averla salutata, averci discusso, qualcosa sarà diverso, qualcosa sarà cambiato, in meglio o in peggio. Magari poco, ma qualcosa ti ha lasciato dentro.
    Non è la bellezza, non è l'intelligenza a comandare in questo caso, è l'interesse, la curiosità. Le persone che non ti interessano sono quelle che saluti perchè è convenienza sociale, con cui non ti fermi per chiaccherare, che non hai interesse a vedere.

    E' per questo che quando mi dicono che sono strano o particolare o divertente o folle mi fa piacere. Entro nella testa delle persone, nella loro routine e qualcosa faccio. Danni o piacere, questo a seconda delle persone. Ma in ogni caso si ricordano di me. E scusate se è poco.

    La mia teoria ha dei buchi grossi come voragini? Non ha importanza, è quel che penso io, venitemi a dimostrare il contrario e mi interesserà comunque relativamente.


    Perchè tutto questo? Boh, non sono ne' preso male ne' bene, è una giornata come le altre, ma mi andava di dire un paio di cose, non sarà mica un problema, vero?


    August 31

    Trip mentali e droghe assuefanti

    Pensavo...

    Niente male, eh? Ve lo aspettavate? Porca miseria, sono commosso. Stavo pensando. Tutto in un colpo. E non pensavo qualcosa a caso che so "che bella giornata oggi" oppure "che palle, devo studiare". No no. Niente di tutto questo. Pensavo, e oltretutto qualcosa di originale. Di colto. Più qualcosa del tipo "Certo che la politica estera del Burkina Faso potrebbe decollare, se le nuove elezioni si svolgeranno nel migliore dei modi".
    Quasi quasi piango. Sniff...


    No, non è vero. E' che stavo scrivendo: "Pensavo, leggendo un blog presente nei link ecc.ecc." e mi è venuta in mente questa clamorosa gag. Sagace eh? Ho l'umorismo instillato dentro il cervelletto. C'è chi ci nasce.

    Quindi...

    Pensavo, leggendo un blog presente nei link (inserito proprio ora così non mi sogno di notte la suddetta ragazza che punta lo sparapiccioni alla mia tempia), che in questo blog sgargiante, sfavillante, emozionante e tante altre cose che finiscono con ante e comodini (ci nacqui, ci nacqui!!!) non ho mai parlato di Hattrick.
    Di per sè è sensazionale, visto che ormai la suddetta sostanza stupefacente (è difficile da reperire, ma la coca e l'eroina sono zucchero al confronto) occupa il 95% dei discorsi di Sine e amici.
    Ma tranquilli, non vi tedierò con discorsi noiosi del tipo "Sono primo in ottava" o "Ho stravinto con pappash e l'italo-francese". Niente di tutto questo. So che effetto può fare hattrick ai profani.
    Non mi ringrazierete mai abbastanza, me ne rendo conto.
    Per cui mi mando qua, nel caso vi venga voglia di farvi in vena di hattrick. Il minisito di una minisquadra con un grande cuore e un grande ano ripetutamente sfondato: http://www.ht-arena.com/ballanzateam/

    Ecco, ora su questo spazietto non sentirete più parlare di hattrick. E sia.
    August 17

    Comunicazione di servizio: allacciare le cinture

    A breve milionate, quintalate, palate, vangate e tutto ciò che finisce in ate di foto. Non interessa a voi, non interessa a me, che tanto sul disco fisso le ho già, ma questo richiede la procedura di un blog che si rispetti. E The Blog vuole essere rispettato. Da chi non si sa, ma non ha importanza, se un rifiuto umano come Moggi suscita ancora rispetto in qualcuno, volete che non ci riesca un Blog giovine ed affascinante come questo?

    Ah, quasi dimenticavo...
    Ho avuto l'onore di essere stato incluso tra i link in un blog veramente bellissimo, esaltante, magnifico e straordinario (per chi ha le basi per capirla: anche divino ed utopico).
    Non è vero, ma siccome sono amiche mie (trattandosi di un blog folle quasi quanto questo avevate dubbi?) ricambio il favore, per cui date un'occhiata ai blog gemellati, tra i quali aggiungerò molto probabilmente (se mi verrà voglia) anche quello di un pais che in questo momento è in terra straniera.

    Vi lascio con un mònito

    Put your hands up in the air
    July 27

    Tu non hai visto niente...

    Ok, questo blog è ancora vivo dopo mesi e mesi di oblio.
    In ordine:

    1. Non avevo voglia di aggiornarlo.
    2. Stava diventando abbastanza patetico.
    3. La mamma di Zidane lavora ad Amsterdam.
    4. Both teams played hard (questa è fine, la capiranno in pochi)


    Ora, come è giusto che sia, non ho un'emerita minchia da fare, pertanto è cosa buona e giusta riempire il mio inutile tempo addobbando questo spazio a mio piacimento, considerando che una buona metà dei miei contatti non ha avuto la fortuna di conoscere la versione vecchia del Blog. E aggiungerei....che culo.

    Riepilogando, in questo periodo non è successo assolutamente nulla.
    La giuve va in B, Moggi va a puttane alle Maldive, l'Inter vince uno scudetto, CAMPIONI DEL MONDO, Zidane decide ancora una volta una finale del mondiale con un colpo di testa, CAMPIONI DEL MONDO, Blatter e con lui tutte le puttanelle al suo seguito fanno vomitare, CAMPIONI DEL MONDO, i tedeschi si lamentano degli italiani quando per una strana legge genetica le tedesche al compiere dei 25 anni passano dallo stadio megagnocca a quello di vaccaportaerei. Intanto il Luigi italiano l'ha messo nel culo sia alle teste di cazzo che girano in sandali e calzini in estate, sia alle altrettano teste di cazzo che hanno i panini che puzzano d'ascelle.

    Detto questo, del resto non è un blog italiano se non si prendono per il culo tedeschi e francesi, anche se è passato un po' di tempo, possiamo tornare al presente.

    Ho mantenuto l'intervento di Sasha, un po' perchè sono vanesio, un po' perchè mi andava. Per il resto sarà un blog rinnovato, tanto tempo per cazzeggiare ne ho a iosa
    .
    Ora è in progress (ma quanto sono figo??), ma considero che per il 2007 sia ultimato.

    Ricapitolando, di tutto questo, a voi cazzo ve ne frega?
    Nulla, ma i blog cosa servono se non a farsi i cazzi propri in mezzo ad un pubblico disinteressato?

    E dopo questa perla, mentre sorseggio un vino d'annata e scorro la pagina della borsa alla ricerca del mio milione quotidiano, vi lascio, schifosi pezzenti che non servite a nulla se non ad arricchire di statistiche il mio counter.

    E nel caso vi passi per la testa, ho cambiato indirizzo.

    Saluti
    January 25

    Kobe? Macchè, la parola a Sasha

    Intervista molto immaginaria a Sasha Vujacic dopo la gara degli 81 punti di Kobe.
     
    Inviato: "Ciao Sasha!"
    Sasha: "Eh? E tu chi sei??"
    I: "Come chi sono... Sono un giornalista, scusa...  Mi chiamo Peter V."
    S: "Giornalista... Uhm... Mi dice qualcosa, ma non so cosa..."

    I: "Sì vabbe'... Senti, allora i primi commenti a caldo su questa prestazione quantomeno storica?"
    S: "Eh? Sì, certo, ho giocato bene, molto bene, ma in fondo sono sempre 3 punti e 2 rimbalzi. Penso di aver fatto meglio, una volta..."

    I: "Ma chi me lo fa fare... Dicevo degli 81 di Kobe, Sasha!!!!"
    S: "Ah beh, come se ci fosse qualcosa di speciale. Segna, non passa, segna, non passa, sbaglia, non passa. Segna. Passa. Eh? No, ho sbagliato, non passa. Segna. Cosa c'è di strano?"
     
    I: "Beh, per le statistiche ha superato Baylor, record dei Lakers, e davanti a se' ha solo i 100 di Wilt in tutta la storia. MJ per gradire si è fermato a 69..."
    S: "Bel numero il sessantanove!!! Mi ricordo una volta in cui con una Laker Girl appena conosciut...

    I: "EHM!! Stavamo dicendo. Mi vorresti fare un commento intelligente su sta benedetta prova balistica di Kobe, la seconda nella storia NBA??"
    S: "Okok, d'accordo, che modi... Mi lamenterò con il capo della tua testata... Anzi prima ti darò una testata...
    Comunque, altrimenti piangi, ritengo che abbia fatto una buona partita, ma quel che conta è che ci ha portati alla vittoria..."

    I: "Sia bendetto il cielo... Ehm, quindi dicevi, in fondo la vittoria è la cosa più importante, ricordiamo che se contro Dallas (i 62 punti nr) dopo tre quarti la gara era già morta, qui fino a 5 minuti c'era da soffrire. E 55 punti nel secondo tempo di Kobe fanno impressione..."
    V: "Sì, davvero bravo, ammetto. Anche se ad un certo punto, mentre ero in campo, ha urlato per un punto e mi ha svegliato... Mi ero appisolato sulla linea di tiro libero. Sto stronzo ha avuto il coraggio di svegliarmi perchè aveva subito fallo. Ma guarda te..."
     
    I: "In televisione non ce n'eravamo accorti... Ma dimmi, come vi eravate preparati il giorno prima, per questa partita?"
    S: "Certe cose non dovrei dirtele, ma farò un eccezione per te, Frank"
    I: "Peter"
    S: "Come vuoi tu, Frank, dicevamo... L'ultima parte di allenamento prevedeva un esercizio innovativo. Io, Lamar (Odom), Brian (Cook), Quami (Brown) e Smush (Parker) difendevamo su Kobe che doveva segnarci in faccia almeno 30 punti su 30 possessi.
     
    I: "Ah, innovativo perchè per la prima volta smascheravate il vostro gioco e dichiaravate apertamente la vostra dipendenza da Kobe?"
    S: "Ma sei scemo? Come se qualcuno avesse mai pensato il contrario. No, innovativo perchè per la prima volta accanto a Kobe c'erano quattro manichini parlanti che ripetevano una frase preregistrata: "Passa, Passa, Passa!!!". Sai com'è, altrimenti Kobe non si immedesima il giusto nella gara e poi si lamenta con Phil (Jackson) che non è abbastanza coccolato..."
     
    I: "Incredibile... Ma il coach permette tutto ciò?"
    S: Chi, Phil? Ma scherzi? Pensa che la notte dormono insieme, lui e Kobe. Non ti dico le incomprensioni con Vanessa e la figlioletta a questo riguardo. C'è da dire che per ora nessuno ha avuto da ridire in Colorado, per cui, contento loro..."
     
    I: "Ultima cosa. Voi due siete "l'Italia" dei Lakers. Tu hai giocato ad Udine con ottimi risultati, lui ha fatto qualche anno nelle giovanili di Reggio Emilia, da bambino. Parlate italiano, tra di voi, a volte?"
    S: "Mi piacerebbe, anche perchè non vorrei farmi capire mentre insulto quella fighetta di Quami, il problema è che lui parla emiliano, io friulano. E' un calvario. Poi dai, con che coraggio, è pure milanista..."
    I: "Perchè tu chi tifi? Si parla tanto della sua fede rossonera, ma di te molto è ancora sconosciuto."
    S: "Io tifo  pe'maggico, stai a scherzà?"
     
    I: "Eh? Ma tu non parlavi friulano?"
    S: "Laziale Maiale!! Laziale Maiale!! Laziale Maiale!! Maggicoooo Maggicoooo..."
     
    I: "Ehm, grazie mille, direi che per questa volta può bastare. Grazie Sasha per il tuo tempo..."
    S: "E ti pare, tanto non ho nulla da fare adesso. Aspetto tra una mezz'oretta un'altra Laker Girl, che una volta mentre stavo facendo la docci..."

    I: "GRAZIE SASHA, ci sentiamo!!"
    S: "Di nulla Peter, dovere!!"
    I: "Veramente mi chiamo Peter!!"
    S: "Appunto. Ti droghi eh, Frank?"